Liguria bloccata nel traffico

Con preavviso ridotto e senza il coinvolgimento degli enti locali liguri è stata annunciata in data 19 luglio la prevista chiusura totale del tratto Genova Aeroporto – Genova Pra’ sull’A10 in direzione Savona, a partire dalla sera del 6 agosto fino al 23 dello stesso mese, per un totale di 18 giorni. 


A questo si aggiunge la notizia che la stazione ferroviaria di Genova Marittima, che risulta necessaria per il collegamento su ferro dei Terminal Sech e Spinelli, sarà chiusa dal 9 al 29 agosto per via dei lavori legati al Terzo Valico, lasciando quindi ancora una volta il ponente genovese in balia del traffico e dei congestionamenti che sicuramente caratterizzeranno quei giorni, considerato anche il considerevole afflusso di persone che transiteranno su Genova visto il picco di passeggeri legato alla stagionalità dei traghetti.

Pur riconoscendo la necessità di realizzare gli interventi funzionali al Terzo Valico, che presenta già abbondanti ritardi che si auspica non vedranno ulteriori incrementi, e comprendendo l’urgenza dei lavori sul tratto autostradale in oggetto, segnalati dal Commissario Placido Migliorino come non prorogabili e pertanto di estrema urgenza; tale da provocare la chiusura del tratto per “assenza del rispetto dei requisiti minimi di sicurezza per la circolazione” se non si procederà coi lavori indicati, risultano di estrema gravità la totale mancanza di coinvolgimento degli enti locali liguri, a partire dalla Regione, e la mancanza di un basilare per quanto vitale coordinamento tra i diversi grandi cantieri che stanno interessando il Nodo Genovese in questi anni.


Va sottolineato inoltre come ogni chiusura dei tratti autostradali abbia un impatto significativo sulla viabilità ordinaria, su quella secondaria e sui collegamenti da e per l’entroterra che da anni scontano un rapporto subordinato non più tollerabile nei confronti della costa. Un esempio lampante dell’impatto che questi lavori genereranno è rappresentato da un territorio quale quello della Val Stura ed Orba che, oltre a scontare la chiusura programmata della tratta ferroviaria Genova-Ovada-Acqui per tutto il mese di agosto per via dei lavori legati al Terzo Valico, troverà il percorso dei bus sostitutivi pesantemente complicato per via degli interventi sulla viabilità autostradale in oggetto. La viabilità ordinaria, che risulta ugualmente inadeguata per gestire i flussi normalmente assorbiti dalle autostrade, sconta inoltre un periodo prolungato di mala gestione degli interventi di manutenzione per via di una politica comunale che ha fatto degli interventi straordinari la nuova normalità, abbandonando la programmazione delle manutenzioni ordinarie complicando ulteriormente il quadro della mobilità cittadina. 


Alle mancanze nella programmazione da parte del Comune di Genova si vanno inoltre ad aggiungere i problemi di manutenzione della viabilità secondaria da parte dei Municipi, che per via dell’accentramento portato avanti dal Sindaco Bucci, sono progressivamente stati svuotati di funzioni, competenze e fondi necessari per questa tipologia di interventi.
In un momento che vede un rapido recupero dei traffici portuali nello scalo genovese, trovarsi a leggere gli inviti delle compagnie di navigazione ai propri clienti a scegliere scali alternativi, vista l’oggettiva difficoltà per la viabilità cittadina ad assorbire il flusso dei mezzi pesanti, è un qualcosa di inaccettabile e che potrebbe portare a perdite di servizi da e per il Porto di Genova in maniera definitiva.

Le parole del Presidente Toti sulla vicenda appaiono poi insufficienti se rapportate al ruolo politico ricoperto e ai frequenti “pellegrinaggi romani” ai quali ci ha abituato in questi ultimi anni. La mancanza di un ruolo diretto della Regione nella tematica delle concessioni autostradali non manleva Toti dall’obbligo di impegnarsi affinché l’ente che rappresenta, assieme all’Autorità di Sistema Portuale, promuovano quel coordinamento tra Autostrade per l’Italia, RFI e MIMS affinché le istanze del nostro territorio siano parte del processo decisionale riguardanti le opere manutentive sulla rete infrastrutturale ligure.

Pertanto, riconoscendo la necessità di intervenire urgentemente con soluzioni-tampone al fine di scongiurare o limitare i disagi legati a queste scelte, come Linea Condivisa richiediamo:

  • un intervento urgente al fine di prevedere tariffazioni agevolate per il trasporto su ferro sulla tratta Genova Piazza Principe-Ventimiglia per chi provvederà a sottoscrivere abbonamenti ferroviari nel periodo di attività dei cantieri 
  • il potenziamento temporaneo della tratta con collegamenti rapidi da realizzare mediante un mix di treni regionali/regionali veloci e/o Intercity sulla medesima direttrice, sempre a prezzi agevolati, al fine di garantire una valida alternativa per i pendolari che ogni giorno si muovono da e verso il Ponente della nostra Regione
  • alla luce dell’ennesima situazione di disagio, la ridiscussione del Contratto di Servizio con Trenitalia stipulato nel 2018 e in vigore fino al 2032, inadeguato per soddisfare il bisogno di mobilità in Liguria specialmente in un periodo emergenziale quale quello in cui ci troviamo, iniziato con il crollo del Ponte Morandi e che si protrarrà ancora per diversi anni
  • l’istituzione della gratuità temporanea sul TPL genovese, come già sperimentato, al fine di incentivare una riduzione della mobilità privata nel periodo indicato
  • l’impegno del Presidente Toti al fine di garantire un’adeguata rappresentanza delle pubbliche amministrazioni liguri ai tavoli di coordinamento tra Autostrade e Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile al fine di limitare i disagi per la popolazione ligure

Concludendo, quasi un mese di disagi gravi per la viabilità genovese vorrebbe dire scaricare su una popolazione stremata e sul settore dei trasporti, già ampiamente colpito dai disagi di questi anni e dalla situazione pandemica, il mancato coordinamento degli interventi manutentivi sulle infrastrutture e la scelta di isolare gli estremi della nostra Regione con la firma di un contratto di servizio, sempre più inadeguato, che concentra l’offerta ferroviaria in aree ben precise abbandonando progressivamente grandi porzioni del nostro territorio.
Una mancanza evidente di coordinamento e programmazione che caratterizza le azioni politiche della giunta comunale genovese e della giunta regionale, che provano a scaricare le proprie mancanze su altri enti con scarso successo, mentre il territorio che amministrano si trova sempre più impoverito e in difficoltà a sostenere questa situazione che si protrae ormai da troppo tempo.

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